Ordine del giorno Pomella “Priorità verso le Politiche Sociali”

. lunedì 14 novembre 2011

Premesso che

- il drastico ridimensionamento dei fondi statali di carattere sociale deciso da questo Governo
ha comportato l'agonia nonché la fine di importanti politiche socio assistenziali;
- la stessa Conferenza delle regioni e delle province autonome ha espresso in data 5 maggio 2011, in un documento ufficiale molta preoccupazione e disagio «per l'andamento che hanno assunto i finanziamenti nazionali a favore delle Politiche Sociali e della Famiglia: a partire dal mancato rifinanziamento del Fondo per le non Autosufficienze, che sta creando gravi problemi a tutte le regioni ma soprattutto ai non autosufficienti, al Fondo Nazionale Politiche Sociali, già fortemente penalizzato con i tagli alla finanza regionale del 2010, che ha subito una ulteriore decurtazione, di 55 milioni di euro rendendolo pari al 47 per cento di quanto è stato erogato nel 2010, a sua volta già molto decurtato rispetto le precedenti annualità. Stessa sorte hanno subito i Fondi per la Famiglia, già dimezzati rispetto al 2010, ed ora ulteriormente ridotti di 25 milioni di euro. Anche per le Politiche Giovanili a fronte di un Accordo Quadro che doveva garantire un triennio (2010/2012) i finanziamenti del 2011 e 2012 non sono oggi reperibili nel bilancio statale. Anche se tecnicamente i "tagli" citati, sono considerati accantonamenti, è certo che in oggi tali
finanziamenti non sono disponibili e non possono essere erogati alle Regioni e da queste ai Comuni.
Ciò, provoca gravi disagi alle Amministrazioni ma soprattutto, ridurrà le prestazioni a favore
delle fasce deboli, in un momento, dove non è difficile osservare che i problemi sociali e delle
famiglie sono in aumento e non in diminuzione»;
- il taglio più significativo riguarda il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS) di
cui all'articolo 20 della legge n. 328 del 2000;
- le risorse del FNPS, che rappresenta la principale fonte di finanziamento statale degli
interventi di assistenza alle persone e alle famiglie, contribuiscono in misura decisiva al
finanziamento della rete integrata dei servizi sociali territoriali attraverso la quota del fondo
ripartita tra le regioni (che a loro volta attribuiscono le risorse ai comuni, che erogano i
servizi ai cittadini in conformità ai Piani sociali di zona).
- la manovra di bilancio per il 2011 ha cancellato poi ogni stanziamento per il Fondo per la
non autosufficienza, istituito dall'articolo 1, comma 1264 della legge finanziaria per il 2007 e
finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l'attuazione dei livelli essenziali delle
prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti;
- in generale tutti i fondi di carattere sociale sono stati tagliati, il Fondo politiche per la
famiglia, per le politiche giovanili, per il piano nidi, per l'affitto, per il servizio civile, per
l'infanzia e l'adolescenza; per l'inclusione sociale degli immigrati, per le pari opportunità;
- sul tema del rispetto dei ruoli fra livelli istituzionali e sussidiarietà
orizzontale, per quanto riguarda, ad esempio, la sperimentazione della social card, che il decreto
cosiddetto milleproroghe attribuisce ad enti caritativi che devono poi assegnarla direttamente alle persone in condizione di bisogno, non vengono rispettate le competenze, «bypassando» la
programmazione regionale e il principio di «leale collaborazione» tra livelli istituzionali, già
introdotto dalle modifiche del Titolo V della Costituzione e maggiormente sottolineato dalla legge
n. 42 del 2009 sul Federalismo fiscale e amministrativo;

il Consiglio Comunale di Galliate chiede al Governo di:

- assumere misure economiche e finanziarie affinché le politiche sociali nel loro complesso
tornino ad essere una priorità per questo Governo ed i fondi sociali precedentemente decurtati
tornino ad avere le risorse economiche e finanziarie adeguate ad una reale e concreta politica di
inserimento sociale delle fasce più bisognose;
- definire in tempi rapidi, in collaborazione con gli altri enti interessati, i livelli essenziali delle prestazioni sociali, al fine di poter offrire ai cittadini più vulnerabili, le risposte dovute ai loro bisogni per una partecipazione vera ed attiva alla società civile;
- assumere misure precise ed urgenti in relazione alla problematica della non autosufficienza posto che, come ricordato da una recente ricerca promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a fronte di almeno 2,6 milioni di persone non autonome nello svolgere le normali funzioni quotidiane, le risorse pubbliche destinate a sostenere le disabilità e la non autosufficienza sono assolutamente esigue in rapporto a quanto accade nel resto d'Europa.


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